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L’Unione Europea si sta impegnando per stimolare la penetrazione delle tecnologie
di energia rinnovabile e di efficienza energetica. In questi ambiti si colloca l'uso
del fotovoltaico come fonte di energia alternativa e rinnovabile. Si propone un lavoro
presentato in occasione del workshop “Il vento della scienza” presso il Centro Comune
di Ricerca di Ispra (Va) progettato e realizzato da una classe dell'IPSIA “Ponti di
Gallarate” sull'uso del fotovoltaico per la produzione di energia elettrica. Pertanto di
questi temi occorre parlare diffusamente nelle scuole, affinché si imponga un cambiamento
“culturale” e ciò può partire proprio dai giovani “cittadini”.
Sfruttare l'energia solare sarà un tema di discussione
sempre più frequente ed attuale; il perché
è presto detto. L' inquinamento mondiale
sta aumentando sempre più, alla faccia del protocollo
di Kyoto. I gas serra sono sempre più
presenti e le mutazioni climatiche già si fanno
intravedere con alcuni effetti devastanti.
Per tentare di risolvere il problema dell' inquinamento
è di fondamentale importanza adottare
strategie alternative di produzione di energia e molte di queste possono utilizzare come
fonte primaria l'energia solare. Una di queste forme è sicuramente la produzione di
energia chiamata fotovoltaica, ossia quella tecnologia che permette di trasformare il
calore del sole in energia elettrica.
PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO
L'effetto fotovoltaico consiste nella conversione dell'energia solare in elettricità. Questo
processo è possibile grazie a specifiche proprietà fisiche di alcuni particolari elementi,
detti semiconduttori.
Captazione dell'Energia Solare
La tecnologia fotovoltaica consente di trasformare direttamente
l'energia associata alla radiazione solare in
energia elettrica. Essa sfrutta il cosiddetto effetto fotovoltaico
che è basato sulle proprietà di alcuni materiali
semiconduttori (fra cui il silicio, elemento molto diffuso in
natura) che, opportunamente trattati ed interfacciati,
sono in grado di generare elettricità se colpiti dalla radiazione
solare, senza quindi l'uso di alcun combustibile.
L' elemento base della tecnologia fotovoltaica è la cella, che può essere realizzata con
diverse modalità. La cella è formata da materiale semiconduttore con uno spessore ridotto,
alla quale vengono collegati i contatti elettrici. Con l' esposizione alla luce la cella produce
energia elettrica in corrente continua che poi successivamente verrà trasformata in
corrente alternata per poter essere utilizzata nei normali impianti elettrici domestici.
Quando la cella fotovoltaica
viene investita da un fascio
luminoso (luce solare) questa
diviene un generatore di corrente
continua; il valore del l'irraggiamento
solare influenza
l'intensità della corrente di
corto circuito della cella in
maniera direttamente proporzionale.
Al crescere dell'intensità
dell'energia elettromagnetica
si verifica anche un
aumento del flusso di elettroni
da uno strato all' altro della
cella.La potenza massima
estraibile dalla cella viene
misurata in watt di picco (Wp).
Qui a fianco vediamo un esempio di pannello fotovoltaico.
Nella parte anteriore del pannello fotovoltaico troveremo le
celle fotovoltaiche ed un vetro di rivestimento. Affinché la
tecnologia fotovoltaica possa svilupparsi sempre più, si
stanno sperimentando diverse soluzioni.
Lo scopo principale della ricerca rimane la riduzione dei
costi di produzione per rendere gli impianti fotovoltaici
sempre più competitivi. Per generare una certa quantità di
energia elettrica è necessario utilizzare diverse celle fotovoltaiche.
Ecco quindi che nasce il pannello fotovoltaico,
che non è altro che un insieme di celle fotovoltaiche collegate
in serie o in parallelo. I moduli più diffusi generalmente
sono composti da un numero di celle fotovoltaiche
variabile dalle 30 a 36, con un peso di circa 7-8 kg.
PRINCIPALI TIPOLOGIE IMPIANTISTICHE NEL FOTOVOLTAICO
La configurazione di un impianto fotovoltaico può essere diversa a seconda dei diversi
campi di utilizzo. Si può comunque delineare uno schema generale valido per i diversi
impianti fotovoltaici.
Il generatore o campo fotovoltaico genera corrente continua e la convoglia verso il carico.
Quest' ultimo può essere rappresentato da un' utenza in corrente continua o alternata,
o da una batteria che alimenta a sua volta un carico.
Possiamo trovare sistemi fotovoltaici isolati
o collegati alla rete. Il primo sistema è
utilizzato in utenze isolate e lontane dalla
rete elettrica.
In questo caso avremmo
quindi un sistema fotovoltaico che genera
corrente elettrica ed una batteria o accumulatore
che servirà appunto per l' accumulo
dell' energia elettrica prodotta.
Il sistema fotovoltaico in rete invece non
necessita di batteria in quanto l' energia
prodotta può essere convogliata direttamente
nella rete elettrica.
COMPONENTISTICA DELL' IMPIANTO FOTOVOLTAICO
Un impianto fotovoltaico per poter funzionare correttamente ha bisogno dell'installazione
di diversi componenti.
Le parti che costituiscono un impianto fotovoltaico sono: il
generatore, i cablaggi, i dispositivi di conversione e quelli di sicurezza, il sezionatore
di circuito, gli accumulatori (nel caso di impianti isolati).
La cella
La cella costituisce il dispositivo elementare alla base di ogni sistema fotovoltaico per
la produzione di elettricità. Una cella fotovoltaica è sostanzialmente un diodo di grande
superficie; esposta alla radiazione solare converte la radiazione solare in elettricità.
Si comporta come una minuscola batteria, producendo, nelle condizioni di soleggiamento
tipiche italiane, una corrente di circa 3 A (Ampere) con una tensione di circa 0.5
V (Volt), quindi una potenza intorno a 1.5 W (Watt). Le celle fotovoltaiche hanno solitamente
una colorazione blu scuro, derivante da un rivestimento antiriflettente (ossido di
titanio), importante per ottimizzare la captazione dell'irraggiamento solare.
Le due principali
tecnologie oggi disponibili per la produzione commerciale di celle fotovoltaiche
sono quella basata sul silicio cristallino e quella delle celle a film sottile. Nella prima, le
celle sono ottenute attraverso il taglio di un lingotto di un singolo cristallo (monocristallino)
o di più cristalli (policristallino) di silicio. Nella seconda, uno strato di silicio amorfo
(o di altri materiali sensibili all'effetto fotoelettrico) è deposto su una lastra di vetro o
metallo sottile che agisce da supporto. Il flusso di elettroni è ordinato e orientato da un
campo elettrico creato, all'interno della cella, con la sovrapposizione di due strati di silicio,
in ognuno dei quali si introduce un altro particolare elemento chimico (operazione
di drogaggio), fosforo o boro, in rapporto di un atomo per ogni milione di atomi di silicio.
Di tutta l'energia che investe la cella solare sotto forma di radiazione luminosa, solo
una parte viene convertita in energia elettrica. L'efficienza di conversione per celle
commerciali al silicio cristallino è in genere compresa tra il 10% e il 14%.
La struttura di un modulo
Il modulo fotovoltaico, componente base dei sistemi fotovoltaici, è ottenuto dalla connessione
elettrica di celle fotovoltaiche connesse in serie o in parallelo. Queste ultime
sono assemblate fra uno strato superiore di vetro ed uno strato inferiore di materiale
plastico (Tedlar) e racchiuse da una cornice di alluminio.
I moduli fotovoltaici più comuni
sono costituiti da 36 o 72 celle. Nella parte posteriore del modulo è collocata una
scatola di giunzione in cui vengono alloggiati i diodi di by-pass ed i contatti elettrici. Il
modulo fotovoltaico ha una dimensione di circa mezzo metro quadro e produce 40-80
Watt di potenza.
La struttura di un pannello
Insieme di più moduli, collegati in serie o in parallelo, in una struttura rigida. Più celle
assemblate e collegate tra loro formano il modulo fotovoltaico e più moduli, montati
su una struttura rigida, costituiscono il pannello fotovoltaico. Collegando tra loro più
pannelli, in modo da ottenere la tensione e la corrente desiderate, e unendoli ad un
sistema di controllo e condizionamento della potenza (inverter), nasce l'impianto fotovoltaico.
La stringa
Al fine di fornire la tensione richiesta, più moduli o più pannelli, a secondo della potenza
che si richiede, sono collegati elettricamente in serie costituendo una stringa.
Il campo
Il campo fotovoltaico è un insieme di moduli opportunamente collegati in serie e in
parallelo. Più moduli, elettricamente collegati in serie, formano la stringa.
Infine il collegamento
elettrico in parallelo di più stringhe costituisce il campo. Nella fase di progettazione
di un campo fotovoltaico devono essere effettuate alcune scelte che ne condizionano
il funzionamento. Una scelta fondamentale è, sicuramente, quella della configurazione
serie-parallelo dei moduli che compongono il campo fotovoltaico; tale
scelta infatti determina le caratteristiche elettriche del campo fotovoltaico. Le stringhe
di un campo a loro volta possono essere disposte in file parallele con l'inclinazione
desiderata. In questo caso la distanza minima fra le file di pannelli non può essere
casuale ma deve essere tale da evitare che l'ombra della fila anteriore copra quelli della
fila posteriore.
È quindi necessario calcolare la distanza minima tra le file in funzione dell'altezza
dei pannelli, della latitudine del luogo e dell'angolo di inclinazione dei pannelli,
affinché non si verifichi ombreggiamento alle ore 12 del solstizio invernale.
L'inverter
Il trasferimento dell'energia da una impianto fotovoltaico all'utenza avviene attraverso
ulteriori dispositivi, necessari per trasformare ed adattare la corrente continua prodotta
dai moduli alle esigenze dell'utenza finale. Il complesso di tali dispositivi prende il
nome di BOS (Balance of System). Di esso fanno parte l'inverter, il trasformatore, i quadri
elettrici e i sistemi ausiliari di centrale.
MANUTENZIONE DEGLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI
Uno dei principali vantaggi di un impianto fotovoltaico è la scarsa manutenzione di cui
necessitano. Attualmente la vita media di un impianto fotovoltaico oscilla dai venti ai
trent'anni, per cui una volta installati il loro costo sarà ammortizzato nel tempo.
Attualmente si stima che il costo di installazione di un impianto si ammortizzi nel giro di
dieci anni, dopo di che si potrà iniziare a guadagnare.
DISPOSIZIONE OTTIMALE DEI PANNELLI FOTOVOLTAICI
Affinché i moduli fotovoltaici riescano a captare e trasformare l'energia solare in energia
elettrica è necessario e fondamentale che il modulo sia disposto e orientato in
maniera ottimale. La ricerca sta mettendo a punto alcuni sistemi di automazione che
permettano ai moduli fotovoltaici l' inseguimento del sole....una sorta di girasole automatico.
Questo sistema sicuramente può permettere un irraggiamento migliore in
quanto il modulo sarebbe sempre rivolto verso il sole. Tuttavia i costi per realizzare questo
genere di impianti automatici sono notevoli e non riscontrano vantaggi nel caso di
piccole utenze private. Pertanto attualmente si consiglia di installare il modulo fotovoltaico
in maniera fissa ma col miglior orientamento possibile. E' stato stabilito che l'
orientamento ottimale è verso il SUD.
Naturalmente il discorso su citato è molto semplicistico in quanto oltre all' orientamento
verso il sud è necessario fare anche altri calcoli riguardo all' inclinazione del pannello
che varia in base alla latitudine, all' ombreggiamento ecc.
Tutti questi calcoli sicuramente potranno essere eseguiti dagli installatori autorizzati.
VANTAGGI COSTI/BENEFICI DI UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO
Oltre ai costi per l'installazione dei vari moduli ci sono anche dei vantaggi economici.
Per quanto riguarda l'ambiente i vantaggi credo siano chiari. Nessun inquinamento e
nessuna immissione di gas serra in atmosfera. Per quanto riguarda i costi c'è da dire
che l' impianto fotovoltaico una volta installato necessita di pochissima manutenzione
e quindi anche di pochissime spese. Inoltre attualmente con le politiche di incentivazione
statali e regionali si può addirittura guadagnare vendendo l' energia elettrica prodotta
in surplus al proprio fabbisogno.
Quindi in conclusione abbiamo visto che la realizzazione di un impianto fotovoltaico per
la produzione dell' energia elettrica è sicuramente una strada da seguire per i prossimi
anni. Probabilmente inoltre i costi continueranno a scendere e potranno essere alla
portata di tutti.
Il Ministero delle Attività Produttive di concerto con il Ministero dell'Ambiente ha
varato un programma di incentivazione che prevedono un finanziamento in conto
energia per la realizzazione di impianti fotovoltaici connessi in rete.
L'installazione di un impianto
fotovoltaico in rete, non solo
consente di sfruttare il finanziamento
statale atto a rendere
competitiva la tecnologia fotovoltaica,
ma permette anche di
ridurre la quantità di combustibili
fossili che giornalmente utilizziamo
per produrre energia
elettrica e quindi la quantità di
gas serra che giornalmente
immettiamo nell'atmosfera. Il
fotovoltaico è attualmente l'unica
tecnologia rinnovabile per la
produzione di energia elettrica
(ad emissioni zero) facilmente
utilizzabile in ambienti urbani.
Potenza della radiazione solare
L'energia solare disponibile è diversa a seconda della località. Qui di seguito, a titolo
di esempio i valori di insolazione media di alcune località:
• Milano 1372,4 kWh/mq anno
• Roma 1737,4 kWh/mq anno
• Trapani 1963,7 kWh/mq anno.
Questi valori dipendono dalle caratteristiche morfologiche ed atmosferiche della zona.
Efficienza dell'impianto fotovoltaico
La produzione di energia tramite gli impianti fotovoltaici dipende da vari fattori, tra questi
la superficie dell'impianto e l'inclinazione dei pannelli rispetto al terreno.
L'inclinazione ideale è di 30°. Per altre pendenze la perdita oscilla dal -10% per inclinazioni
orizzontali (tetto piano) e -35% per inclinazioni verticali (pareti esterne). I pannelli
devono essere esposti a sud per ricevere maggiore quantità di irraggiamento solare.
Orientando i pannelli verso sud-est o verso sud-ovest si ha una perdita del -5%.
È importante anche correggere l'inclinazione in base alla propria latitudine.
L'inclinazione dei pannelli deve essere aggiustata con angolo di inclinazione pari alla
latitudine locale sottratta di 10° circa.
L'efficienza di trasformazione dell'energia solare in energia elettrica è fondamentale.
In condizioni "standard" di insolazione, 1000 W/mq e temperatura del
modulo di 25°C, l'efficienza dei moduli varia tra il 10% e il 12,5%.
Tale efficienza
è poi leggermente ridotta, nel totale definitivo, dal rendimento dei dispositivi
necessari per trasferire l'energia prodotta dai moduli fotovoltaici. Va detto anche
che nell'ultimo decennio il rendimento dei pannelli fotovoltaici è aumentato di
circa il 30%.
Considerando per esempio Roma con i suoi 1737,4 kWh/mq anno: 8 metri quadri di
pannelli coprono una superficie potenziale di 1737,4 kWh x 8 = 13.899,2 kWh.
L'efficienza dei moduli permetterà di convertirne il 10% in energia elettrica, che, considerando
anche l'efficienza dei dispositivi di conversione, sarà in grado di produrre
attraverso il fotovoltaico 1181 kWh annuali di corrente alternata.
Direttive per gli impianti solari
Se l'elettricità solare deve contribuire al generale approvvigionamento elettrico, l'impianto
deve essere allacciato alla rete elettrica perché questa può immagazzinare a
basso costo l'elettricità solare irregolare (anche in modo indiretto, per esempio come
l'acqua nei bacini di accumulo).
I convertitori (inverter) per l'accumulo nella rete con le necessarie attrezzature di sicurezza
e protezione sono ottenibili in tutte le misure, e oggi molto affidabili. I costi degli
impianti solari allacciati alla rete si riducono con l'aumento delle dimensioni dell'installazione
grazie ai risparmi possibili nella progettazione, nell'acquisto di materiali e nella
costruzione (effetto quantità).
Naturalmente, un luogo ben soleggiato (ad esempio un grande balcone o un tetto
piano) e in caso di installazione fissa un eventuale permesso di costruzione, sono premesse
indispensabili.
Esistono anche degli impianti autonomi (approvvigionamento di elettricità solare indipendente
dalla rete).
Questi sono installati in luoghi privi di rete elettrica, ad esempio
baite e casolari di montagna, ma anche per l'alimentazione di apparati di emergenza,
per l'illuminazione di strade isolate, etc.
Per i periodi privi di sole (notte o maltempo) necessitano di una batteria di immagazzinamento.
Le lampade, e in parte anche gli apparecchi elettronici, sono alimentabili
a corrente continua; se è necessario fornire elettricità anche ad apparecchi a 220
V, è indispensabile un convertitore che, però, aumenterà il costo dell'intero impianto.
La corrente elettrica degli impianti autonomi è sempre molto più costosa di quella
della rete, perciò viene utilizzata solo per prestazioni energetiche non ottenibili in
altro modo.

Il "Conto Energia"
Il decollo del fotovoltaico in Italia sembra essere legato soprattutto alla mancanza di
tariffe incentivanti in grado di trasformare i proprietari dei terreni e dei fabbricati in veri
imprenditori e produttori di energia. L'applicazione di tariffe incentivate consentirebbe,
come in altri paesi dove ciò è già avvenuto, una rapida diffusione delle tecnologie solari.
L'introduzione del "conto energia" è previsto nel Dlgs 387/2003 ma manca il decreto
di attuazione. La legge 387 fissava al 15 agosto 2004 il termine massimo per la fissazione
delle tariffe differenziate ma ad oggi ancora nulla è stato deciso.
Cosa significa "conto energia"? Significa remunerazione differenziata per la produzione
di energia elettrica dai pannelli solari. Ogni produttore di energia potrà vendere l'energia
prodotta dai propri pannelli solari alle società elettriche ad una tariffa nominale
più alta.
Questo ha lo scopo di aumentare la redditività degli investimenti d'impresa nel settore
solare. Così si sarà maggiormente incentivati ad installare i pannelli solari. Questo
favorirebbe le economie di scala, la ricerca e il conseguente ribasso dei prezzi della
tecnologia solare, favorendo così la diffusione di massa del fotovoltaico.
Attendiamo pazientemente che anche l'Italia si decida di introdurre con decreto di
attuazione il "conto energia", così come ha decise lo stesso Governo italiano nel 2003
con il Dlgs 387.
Articolo riportato per gentile concessione da:

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